MI PARE GIUSTO
Così oggi Umberto Eco, pacato e per una volta conciso.
categoria:non sparate sul pianista
MI PARE GIUSTO
Così oggi Umberto Eco, pacato e per una volta conciso.
Sì, vabbè, sapienza...

Lasciando per scontato che negare la libertà di parola a chicchessia è un gesto di ingiustificabile inciviltà, mi rimane tuttavia il sospetto che ad animare il rifiuto verso la presenza di Ratzinger nel tempio del sapere laico non sia stato solo un vento di rivendicazione della suddetta laicità del suddetto sapere, ma anche una infastidita e serpeggiante antipatia nei confronti di un (troppo) potente che offre di sé senza vergogna l'immagine patetica di un uomo al contempo timido e vanitoso, colto e ingenuo, preparato e sprovveduto. Un'immagine di scarso spessore, di bassa statura, di improbabile plausibilità.
Certo, fin dal primo giorno l'attuale pontefice è costretto a confrontarsi con quel monumento alla comunicazione di massa che era stato il suo predecessore. Si fosse annunciato lui, il titanico Woytila, alle porte della Sapienza, docenti e discenti gli sarebbero corsi incontro agitando le palme e cantando inni da scouts, e lo avrebbero portato dentro trionfalmente e con grande e reciproco divertimento, pronti ad accettare dalla sua voce tonante e sicura anche anatemi medievali contro la scienza moderna, e a rifletterci poi la notte, in compagnia di un inconfessato cilicio, ciascuno nella propria cella di scienziati duri e puri.
Ma questo ometto qua che si pavoneggia e manco si accorge di pestare merde solenni in occasioni ancor più solenni, col suo fare e dire da timorosa beghina, ostentando un'umile riservatezza che puzza tanto di repressa permalosità, è partito zoppicando e non ha ancora trovato il passo vincente.
Ora si ritira, amareggiato dal rifiuto e impensierito da paventate minacce alla sua sicurezza (slogan e uova marce, suppongo), ma solo dopo aver causato un tumulto increscioso e ridicolo che tutti avremmo voluto ci fosse risparmiato. E ci sarebbe stato il modo per farlo - lo dico ai sapienti della Sapienza - il più semplice e più intelligente, il modo sicuro per neutralizzare quella che si è voluto vedere come una allarmante intrusione della Chiesa nel campo della Libera Scienza; il modo più economico eppure più incisivo, un'arma tanto convincente da risultare letale:
l'indifferenza.
P.S.: leggete anche cosa e come la pensa questo signore qua, che - Dio lo benedica - scrive infinitamente meglio di me
COME STANOTTE

Ma se per una partita di calcio la notte si è riempita di fuochi artificiali, di canti, di abbracci, di pianti di felicità, ve lo immaginate cosa succederà quando nel mondo scoppierà la Pace?
Scusate l'ingenuità: alle sei del mattino, il cielo ha un tale colore e i giardini un tale magico silenzio da ispirare sogni impossibili, e perciò perdonabili.
Buona settimana a tutti.
E MANDARLI TUTTI A LAURA'?

Io li chiuderei a chiave in quella dannatissima aula dove bivaccano a nostre spese, sequestrando preventivamente tutto ciò che può portare motivo di distrazione, tipo cellulari, sigarette, walkman, giornali, giornalini, giornaletti, nonché giornalisti e telecamere davanti ai quali esibire come veline la loro scandalosa vanità, e li terrei lì dentro a discutere, contrattare e scannarsi a porte chiuse finché non si decidono a votare sul serio. Non li lascerei morire di fame, no, ma organizzerei il più spartano dei catering, affidandolo alle Cucine Popolari: un piatto di minestra non si nega a nessuno, soprattutto se passato attraverso lo spioncino.
Se ci riescono i cardinali ottantenni in conclave, possono farcela anche i nostri (si fa per dire) politici (si fa per dire anche questo).
MALE, ANZI MALE
Non ha vinto nessuno, stando ai numeri. Non in modo limpido e convincente.
Ma sempre stando ai numeri, chi ha comunque perso (oltre al sistema delle rilevazioni, alla legge elettorale, a molte altre cose e in buona sostanza all'intero paese, che pagherà la spaccatura in modi che sarà meglio cominciare a mettere in conto) è lo schieramento di centrodestra, al quale sono stati sottratti un po' troppi voti perché possa dirsi, se non vincitore, almeno soddisfatto. Dovrà invece riflettere sul fatto che molti italiani, stavolta, hanno espresso chiaramente la loro disapprovazione a un governo abituato a cullarsi nelle sue manie di grandezza e nelle certezze che si procura con una disinvolta pratica clientelare. Stavolta non è bastato, e il gigante vacilla in modo evidente: questo è il risultato più incontrovertibile, anche se poco gioverà all'atto pratico.
Su quei voti in meno (quelli che il centrodestra, secondo gli italiani, ha demeritato) il centrosinistra, seppure zoppicando, è cresciuto fino a un incerto e risicato pareggio, e ora pare in possesso di quello scarto in più (talmente misero da risultare imbarazzante) che tecnicamente gli consegna la Camera.
Una Camera che tuttavia avrà le mani legate e sarà messa sistematicamente nell'impossibilità di deliberare dal prevedibile vendicativo boicottaggio del Senato.
Annamo bene.
E mo'?
L'ITAGLIA S'E' DESTA!
E ANCHE QUESTA E' FATTA
Oggi, alle otto e diciotto, quinta fra i 909 iscritti all'unico seggio elettorale del paese (quello presso la scuola materna, per spiegarsi)
BucciaDiMela ha votato
NON SO VOI, MA IO NE HO ABBASTANZA
SE LO DICE GOOGLE...
Google è o non è il motore di ricerca più utilizzato al mondo?
Andate alla sua home page e digitate la parola failure, poi cliccate su 'mi sento fortunato'.
Fate lo stesso con la parola fallimento, sempre cliccando su 'mi sento fortunato'.
Provate anche con la parola buffone, cliccando normalmente 'cerca' : in quest'ultimo caso il primo link segnalato non funziona più, ma c'è ed è il primo.
Non perdetevi questo articolo di Michele Serra su Repubblica.