domenica, 23 aprile 2006

SI'!

Come si evince dal trascinante sottofondo musicale di stasera (Vita nostra, di Ennio Morricone, dalla colonna sonora del film Mission con quel bel pezzo di gnocco di Jeremy Irons), sono tornata in me, mi sono ripresa un pezzo di vita (la mia) e 
ho ricominciato a scrivere
Ho riaperto il romanzo incompiuto e l'ho fatto ripartire: da qualche ora il mio protagonista, che avevo lasciato due mesi fa a dibattersi su dubbi esistenziali troppo spinosi per il suo animo razionale, si aggira per le stradine notturne di un paesino di campagna elucubrando la decisione che a lui cambierà la vita e a me permetterà di concludere il romanzo. Perché è di notte che succedono le cose più decisive, quando si è soli e il buio nasconde le distrazioni e gli inganni ma ci permette di guardare meglio dentro noi stessi, dove ci sono tutte le risposte.
 
Ora scusate, ma il mio sfigato eroe ha bisogno di me: è sulla soglia di un'osteria e non vorrei che affogasse nell'alcol le sue paranoie se non arrivo io a toglierlo dai carboni ardenti. Ho già pronto per lui un treno per domattina all'alba, e devo solo convincerlo a prenderlo.
Mai, ripeto MAI perdere il treno.
Non si sa se ripasserà.
postato da: bucciadimela alle ore aprile 23, 2006 21:53 | Permalink | commenti (18)
Commenti
#1   23 Aprile 2006 - 22:32
 
complimenti! :) è proprio vero che nella notte che succede tutto ciò che di meglio può accadere. allora buon lavoro a te e buon viaggio all'omino!
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#2   24 Aprile 2006 - 09:15
 
Buon viaggio a tutti e due, allora, carissima amica mia.
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#3   24 Aprile 2006 - 12:26
 
sono contenta :-)
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#4   24 Aprile 2006 - 15:53
 
bene, bene...
Nonostante la mia invidia, non vedo l'ora di poterlo leggere da cima a fondo..
Sam :)
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#5   26 Aprile 2006 - 08:51
 
ecco chi era quel signore che ho stamattina sul 6.39! mi sembrava una faccia nuova...
buon resto di settimana e un sorriso
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#6   26 Aprile 2006 - 13:40
 
se viaggia con Trenitalia, attenzione pero'
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#7   26 Aprile 2006 - 13:42
 
Il treno e' l'elemento che mi ha permesso di partorire il mio racconto breve ancora senza titolo che hai apprezzato oggi sul mio blog!
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#8   26 Aprile 2006 - 16:27
 
Hai ragione.
Treni che vanno presi al volo, in bilico sull'ultimo gradino, il fischio del capostazione a metterti fretta, passeggeri sconosciuti, destinazione approssimativa, un dubbio: ma, sarà il 'mio' treno?
Treni che insegui lungo il marciapiede e son già partiti, perché hai perduto l'attimo giusto. Peccato, ti dicono, era l'ultimo treno. Ansimi e commenti: l'ultimo, per il giorno? No, replicano: l'ultimo e basta.
Treni che li vedi arrivare di lontano in stazione e poi scopri che nemmeno si fermano: ti scorrono davanti e in un attimo, ultimo vagone, luci di coda, via.

Maledette ferrovie... ;-)
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#9   26 Aprile 2006 - 18:00
 
Che bello. Brava.

Metti che nell'osteria incontra me e parliamo di tante cose tra un bicchiere el'altro.....se mi infili in un romanzo ti posso chiedere di prendere un treno all'ora si pranzo?
Grazie.
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#10   26 Aprile 2006 - 18:17
 
Falloppio,
mi ha chiamato Bucciadimela.
Ha detto che il tuo treno partirà alla fine del sedicesimo capitolo.
Cerca di non tardare, ché se no rimarrai lì per sempre fermo ai margini di pagina 167.
;-)
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#11   26 Aprile 2006 - 19:02
 
I treni sono sempre fonte di ispirazione, sono facili da utilizzare come metafore e poi fanno tanto atmosfera. Il romanzo racconta di un viaggio fisico e mentale, verso il passato all'andata, e incontro al presente (il futuro sarebbe troppo chiedere) al ritorno. Per ora, il tipo è bloccato lì, tra l'andata e il ritorno, ma stanotte se trovo tempo gli do io una smossa. Intanto l'ho trascinato via da quell'osteria che rischiava di mettermelo fuori combattimento, e l'ho guidato fino a un campo sportivo in mezzo alla campagna, deserto ma illuminato a giorno. Questa sena surreale mi impegna abbastanza, ma mai quanto lo stirare e il cucinare che mi sono dovuta sciroppare anche oggi. Se avessi la rendita di cui parla Virginia Woolf, mi ci pagherei una colf tuttofare e a tempo pieno.
Ah: e comunque, sto scrivendo il capitolo 23, quindi mi sa che Falloppio è rimasto indietro.
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#12   26 Aprile 2006 - 19:28
 
Argh, splinder mi si è mangiato il commento, ed era anche lunghino... Vabbè, ci riprovo in sintesi: volevo solo dire a tutti che ci sono, anche se non sembra, e che scrivo, anche se non quanto vorrei. Il treno, quello giusto, non è ancora partito, ma quasi ci siamo. Il capitolo... è già il 22. Vi aggiornerò, splinder permettendo.
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#13   26 Aprile 2006 - 19:29
 
Ri-argh, splinder ha sputato or ora il commento che pareva essersi mangiato. Due è megl che uàn.
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#14   26 Aprile 2006 - 22:02
 
Adesso che ci sei: mi togli una curiosità: perché l'Url del tuo blog è calle91?
Ciao
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#15   27 Aprile 2006 - 09:29
 
Ehi, se a qualcuno servisse...io abito dietro a una stazione.
Se sei in ritardo, scavalchi il muretto di cinta e fai una corsa lungo il binario morto, e prendi il treno anche se è partito...Basta fare un salto.
Ciao Buccia, un bacio.
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#16   27 Aprile 2006 - 13:52
 
Sbrigati a finire il romanzo, che ormai ho preso l'abitudine di presentare libri e mi serve materiale :-))
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#17   27 Aprile 2006 - 18:53
 
Paesanino: Calle 91 è un maldestro riferimento a un bellissimo brano di Astor Piazzolla che si intitola "Calle 92". Ce l'ho solo in cassetta, altrimenti lo metterei di sottofondo.
Cristina: ho sempre in mente la stazioncina del paese natale di mia nonna, in Piemonte. Somigliava (ora non so come si sia trasformata) a quella di don Camillo. Ed è tra i protagonisti di questo romanzo. La stazione, non don Camillo!
gatto: cavolo, per una presentazione a Roma farei salti di gioia. Tra non molto uscirà il mio primo romanzo, scritto ormai 6 anni fa, ma mi dovrò accontentare del teatro comunale di una piccola località del veneziano.
Baci a tutti; è bello trovarvi.
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#18   28 Aprile 2006 - 19:03
 
son rimasto zittozitto e buono ad aspettare notizie dell'omino sfigato eroe e saperlo sano ed abbastanza salvo fuori dell'osteria (nella quale altri personaggi guidati malamente avrebbero rischiato di perdersi) mi conforta- se guardo oltre la finestra vedo il vicolo ed il muro che finisce nella massicciata della ferrovia dove i treni si fermano per un pò,stanchi probabilmente,sbuffano quatti e poi ripartono-e allora ripenso ad un tempo lontanissimo,quando l'unico modo per tenermi tranquillo era portarmi a guardare le navi ed immaginarle dirette chissà dove-l'ho presa un pò troppo alla lettera quella cosa,ma ora sono statico ed aspetto la fine (?) del romanzo con fiduciosa ansia-
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