domenica, 26 febbraio 2006

IL NOSTRO PICCOLO GENIO

Uno dei problemi di nostro figlio, uno dei primi ma non proprio il primo perché il primo è stato averlo messo al mondo per un errore di calcolo, erano tutti quei biberon.
Un frigo pieno di biberon.
Passavamo un sacco di tempo a dosare il latte in polvere, e ogni poco bisognava intiepidire, scuotere bene, provare una goccia sul dorso della mano e poi prendersi in braccio la creatura e ficcargli in bocca il capezzolo di gomma.
Del resto fin dall’inizio ci eravamo chiesti: 
“Allatti tu o allatto io? Eh?“
E non essendo riusciti, come al solito, a metterci d’accordo neanche su come nutrire nostro figlio, avevamo optato per la soluzione più anonima: niente responsabilità, lasciamo fare a Chicco.
Per le scorte in farmacia abbiamo stabilito dei turni, ma questo era il meno: la regola “una volta per ciascuno“ va bene per tutto. Infatti l’abbiamo applicata anche al resto: un biberon a testa.
Avevamo imparato a non scontrarci sulla soglia della cucina, tu con quello vuoto da lavare io con quello pieno da portargli.
Ma l’altro problema era che, pur nutrendolo con regolare accanimento, cresceva poco.
Restava piccolo, delicato.
Cominciava già a sorridere e perfino a pronunciare qualche fonema, ma non cresceva più di tanto.
Arrivato alla fase “seduto nella culla“, ci si è fermato per mesi: dondolava la testa dai pochi capelli chiari e si teneva aggrappato al bordo per guardare intorno, ma per un sacco di tempo, anche quando eravamo ormai passati alle pappine, è rimasto così.
Le pappine.
Beh anche quelle ci è toccato dividercele: io ho scelto la mela perché è bella da sbucciare e prende quel colorino tortora quando la grattugi, tu ti sei trovato meglio a scardinare omogeneizzati di pollo e verdure con la chiave inglese.
Però penso che avremmo anche potuto scambiarci i compiti, dato che questo tipo di cose volendo le sappiamo fare bene entrambi.
Il pediatra ha sempre detto “Abbiate pazienza, ci sono bambini fatti così; rari, rarissimi, ma ci sono“. E continuava ad annotare tutto nel suo librone delle casistiche, per farci un giorno una pubblicazione su Sciences (secondo noi).
Comunque o di riffe o di raffe ‘sta creatura non stava poi così male: a turno lo mettevamo in terrazza quando c’era bel tempo, e bastava la corolla di un girasole a riparargli la testa. A turno lo tenevamo in braccio al davanzale quando pioveva, e gli facevamo sentire le gocce sulle manine per vedere se sorrideva. Non si spaventava mica.
Neanche del buio ha mai avuto paura, però di notte abbiamo sempre tenuto le porte aperte per sentire se piangeva, e non piangeva. A volte l’ho sentito come canticchiare.
 
Adesso ci sarebbe il problema, quello grosso, della scuola, perché sarebbe ora.
Il problema di accompagnarlo, prima di tutto, perché noi, si sa, non abbiamo mica tempo.
Però sarebbe un peccato non mandarcelo, un bambino così speciale, anche se il pediatra invece è contrario. Avrà paura che lo scuola lo faccia crescere ; secondo noi, sempre secondo noi che siamo profani.
Ma siccome in queste cose qui della cultura e dell’istruzione eccetera, almeno in queste andiamo abbastanza d'accordo, avremmo pensato ad un escamotage piuttosto intelligente.
Gli insegneremo noi, a leggere e scrivere.
Prima bisognerà litigare un’altra volta per dividerci i compiti, perché siamo tutti e due convinti di sapere sia leggere che scrivere meglio l’uno dell’altro.
Vedremo come andrà a finire, al massimo tireremo a sorte.
Lui intanto se ne sta bello felice e piccolissimo e vivo dentro il box, e disegna coi pennarelli barchette che volano in cielo sui fogli dei calendari degli anni scorsi.
Così passa il tempo, e il tempo se lo guarda stupito e passa anche lui.
postato da: bucciadimela alle ore febbraio 26, 2006 16:11 | Permalink | commenti (16)
Commenti
#1   26 Febbraio 2006 - 16:13
 
uff...odio la vita...non ho amici e il mio blog non viene visitato da nessuno...
vi sarei veramente grato se ci faceste un salto, anche una volta sola...vedere il numero delle visite che aumenta mi riempie il cuore!! solo un click vi prego! Questo è il mio blog
vi ringrazio moltissimo

Marco
utente anonimo

#2   27 Febbraio 2006 - 08:31
 
Grazie, è un racconto dolcissimo.
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#3   27 Febbraio 2006 - 08:35
 
Ciao Cristina, e grazie a te. Passato un week end da cristiani?
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#4   27 Febbraio 2006 - 08:39
 
Caro Marco che odia la vita, scusa se ti dico che questo sistema di lasciare messaggi desolati in giro per i blog non è il modo più simpatico per invogliare gli altri a visitarti. Piuttosto lascia dei commenti e partecipa alle conversazioni. Anche io due mesi fa non conoscevo nessuno, ma un po' per volta, girando e chiacchierando, ho ottenuto molto più del previsto. Soprattutto, se vedo che il mio contatore non gira penso sempre che sia colpa mia, dei miei contenuti che non sono abbastanza interessanti. Datti da fare e auguri.
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#5   27 Febbraio 2006 - 12:42
 
E' la prima volta che passo di qua, e devo ringraziare Radiobeba se l'ho potuto fare, ma mi piace già molto. C'è molto dentro questo racconto, c'è anche un po' di mio....
Passerò ancora e imparerò a conoscerti poco per volta.
Ciao !
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#6   27 Febbraio 2006 - 22:21
 
Manca la tv... :-) certo che è brutta sta storia
utente anonimo

#7   28 Febbraio 2006 - 07:10
 
utenteanonimo#6: eh? non ho mica capito a cosa ti riferisci
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#8   28 Febbraio 2006 - 08:25
 
Ciao bucciadimela. Avrei scritto le stesse cose a Marco che odia la vita, ma non sarei stata altrettanto semplice, efficace e soprattutto chiara (eh, logico).
Ho passato un week end sufficientemente tranquillo, ma ho avuto un lunedì nerissimo. Il portatile è impazzito, si è rotto un file, l'adsl non andava più, il darkettone ha incasinato la rete domestica (un piccolo baco, dice lui...). Il fighettone mi ha consumato tutta la pazienza da qui al 2009 e la perfettina ha fatto cazziatoni a tutti.
Ma per fortuna esistono gli uffici e il lavoro FUORI CASA. Ma tu non racconti mai niente di te? no, così per dire...
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#9   28 Febbraio 2006 - 08:27
 
ah, dimenticavo: ho attaccato Achille pièveloce, Benni.
Gioca su tutte le mie corde, il ragazzo.
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#10   28 Febbraio 2006 - 12:06
 
Cristina, per Marco mi è un po' dispiaciuto, ma ho scelto di rispondergli ciò che penso piuttosto che cancellargli il messaggio come si fa con lo spam.
Di me non mi va di parlare su questo blog, che preferisco riservare alla scrittura; però c'è tutto di me in ogni cosa che scrivo, ovviamente sotto metafora. Per dire, questo pezzo qua non è affatto il raccontino di una coppia di genitori alle prese col figlioletto, come sembra. E' tutt'altro, ma lo so io cos'è. Comunque sto trafficando a un blog di secondo livello, da usarsi per sfoghi liberatori (e un po' cretini).
Benni? Scandalo: non l'ho mai letto, ho dei pregiudizi vergognosi. Soprattutto ho talmente tanti libri impegnativi in coda che mi sembrerebbe di perdere tempo aggiungendo lui in cima all'elenco. Come dici, sono snob? Eh, temo di sì.
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#11   28 Febbraio 2006 - 12:07
 
Però conosco ormai troppa gente in gamba che apprezza Benni, quindi ok: mi fido, e seguirò la corrente.
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#12   28 Febbraio 2006 - 13:11
 
So che non è chic, ma io me ne son fregata di mode modi e tendenze talmente tanto che se mi piace leggo, anche se (orrore...)piace anche ai meno colti. E allora? Vuol dire che sa farsi capire. Io ho letto "Và dove ti porta il cuore", mica devo vergognarmi! Sai che ho amato tantissimo Guareschi? Certo, uno in libreria prefersice mettere in primo piano Borges,
ma dove sta scritto che per essere un buon scrittore NON devi essere popolare?
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#13   28 Febbraio 2006 - 13:14
 
E poi io sono una sciura 'gnoranta; non ho neanche la laurea, pensa te.
(Non vedo l'ora di veder nascere il secondo livello). ciao.
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#14   28 Febbraio 2006 - 13:20
 
Ma Guareschi è un grande! Mentre Borges... è troppo. La Susanna invece non fa per me, è sentimentale. Adesso vado al supermercato per la superspesa del martedì e mi cerco un Benni. Poi ti so dire.
Il secondo livello è nato ma col forcipe, e infatti ancora boccheggia (nel senso che non mi convince l'idea).
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#15   28 Febbraio 2006 - 16:59
 
Anche io vado...magari ci vediamo. Magari...Cristina
utente anonimo

#16   28 Febbraio 2006 - 17:44
 
Andata e tornata, con parecchio Muller in offerta stracciatissima ma senza Benni. Lo cercherò in biblioteca, perché abito troppo fuori mano per una libreria decente.
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categoria:racconti